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Casella, un cucciolo bianco e nero è la felicità di Matilde

Genova – Per Matilde, la felicità è un cucciolo bianco e nero. E intorno al cagnolino ha disegnato una miriade di cuoricini, giusto per far sapere a tutti quanto quest’esperienza l’abbia emozionata. Pietro è più specifico: il cane è disegnato con addosso una pettorina rossa, perché così è arrivato nella loro classe durante il primo approccio di pet therapy. E ancora, Fabio ha dedicato un piccolo pensiero ai due gattini Briga e Fabio: «Grazie per i vostri bei giochi: grazie a voi abbiamo imparato tanto».

Pet-TherapySono gli elaborati ad opera dei giovani e giovanissimi studenti dell’Istituto comprensivo di Casella, che hanno partecipato al progetto “Un amico a quattro zampe”: sei incontri, organizzati dall’associazione genovese ArchiPet, per imparare a conoscere e a rispettare il mondo degli animali domestici.

Portandoli nelle scuole, s’intende, per incoraggiare i bambini a un approccio più consapevole nei confronti del mondo animale. «Ma soprattutto per insegnare il rispetto dell’altro – spiega la presidente di ArchiPet, Sonia Ricciu – perché dagli animali si può imparare molto: ad esempio, questi corsi sono una prevenzione al bullismo, a comportamenti a rischio che si sviluppano proprio a scuola».

Sei appuntamenti così suddivisi: il primo incontro ha visto un educatore cinofilo impegnato a spiegare come rapportarsi e avvicinarsi ai cani; il secondo ha avuto come protagonisti i conigli; il terzo i gatti e il quarto dedicato al mondo dei furetti, entrati a tutto diritto tra gli animali domestici. Infine due incontri nuovamente sull’universo dei cani, con una parte sulla comunicazione e una sull’impiego dei cani nel mondo del lavoro e della solidarietà. «I bambini sono stati ricettivi al massimo – conclude Ricciu – a dimostrazione che portare la pet therapy nelle scuole aiuta gli adulti di domani a diventare padroni responsabili. E a conoscere l’animale non solo come gioco, ma come amico per la vita».

 

http://www.ilsecoloxix.it/p/animal_house/2015/06/12/AR2n5glE-casella_felicita_cucciolo.shtml?fb_action_ids=10207092675938197&fb_action_types=og.likes&fb_ref=s%3DshowShareBarUI%3Ap%3Dfacebook-like


La paura di volare si cura a terra con la pet therapy

Si chiama “brigata scodinzolante” e a Genova per tre mesi proverà a vincere la paura di volare. Si tratta di un progetto sperimentale, in collaborazione con l’associazione Archipet, che ha protagonisti i cani e coinvolge non solo chi intraprende un viaggio, ma anche parenti e amici in attesa all’aeroporto. Per due volte alla settimana i volontari accompagneranno i loro amici a quattro zampe al Cristoforo Colombo per questo utile servizio di pet therapy.

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http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Sala-d-aspetto-con-cuccioli-all-aeroporto-di-Genova-Genova-paura-di-volare-a-terra-con-la-pet-therapy-video-09b0818b-eef1-4e2a-b902-7e11fd93da8b.html


Paura di volare? All’aeroporto di Genova arriva la pet therapy

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Genova – Al viadomani, martedì 23 dicembre, il progetto “Pet Therapy in Aeroporto”, nato dalla collaborazione tra Aeroporto di Genova e associazione Archi. Per due volte alla settimana, e per un periodo di tre mesi, i volontari dell’associazione (tra cui psicologi, educatori cinofili, infermieri, operatori socio sanitari) accompagneranno i loro cani al Cristoforo Colombo perincontrare i passeggeri in partenza e le persone in attesa di amici e parenti in arrivo a Genova. La “Brigata scodinzolante” sarà composta da 16 cani, tutti educati alla Pet Therapy e dotati di pettorina di riconoscimento, che si alterneranno nelle varie giornate dell’iniziativa. Obiettivo del progetto: ridurre lo stress legato alla paura di volare e alle attese legate al viaggio aereo. Secondo recenti studi il fenomeno dell’aerofobia è diffuso anche tra le persone abituate a utilizzare regolarmente l’aereo come mezzo di trasporto. «Si tratta di circa il 40% dei passeggeri – spiega Sonia Ricciu, dell’associazione Archi” – L’aerofobia risulta più comune tra le donne che tra gli uomini. Il 33% di chi ha volato almeno una volta dichiara di avere avuto paura, mentre il 10% delle persone dichiara che non salirà più su un aereo». Tutti i martedì mattina (dalle 8 alle 11) e le domeniche pomeriggio (dalle 16 alle 19), dal 23 dicembre e per tre mesi, al piano partenze dell’aeroporto sarà allestito uno stand dimostrativo dell’associazione, con volantini di presentazione del progetto in italiano, spagnolo, inglese e francese. Nell’area imbarchi si svolgerà l’incontro tra i passeggeri in partenza e i cani, con l’obiettivo di ridurre lo stress e rendere il viaggio più piacevole e sereno. Il progetto realizzato da Aeroporto di Genova e associazione Archi è una novità assoluta in Italia, mentre in altre parti del mondo (in particolare in Canada e negli Stati Uniti) numerosi aeroporti hanno già sperimentato con successo questo genere di iniziativa.

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2014/12/22/ARibNNxC-therapy_aeroporto_volare.shtml


Athos “la Ruspa” si ritira in pensione

Athos va in pensione.

Alla soglia degli undici anni il cagnone di Sonia Ricciu si ritira dal servizio di protezione civile e si dedica a impegni meno faticosi. Fin da cucciolo è stato addestrato a ritrovare le persone disperse e, dopo aver lavorato in Italia e all’estero ed essere stato tra i protagonisti a quattro zampe delle ricerche tra le macerie del terremoto abruzzese, Athos appende la pettorina ufficiale al chiodo, ma non si ritira del tutto dall’attività perché, sotto la guida esperta della sua proprietaria, continuerà a frequentare le lezioni di protezione civile nelle scuole e a far compagnia agli anziani delle case di riposo.

Frutto di un incontro galante tra una Rotweiler e un Setter, Athos vive a Genova, pesa quasi 45 chili e porta a spasso la sua mole con eleganza, osservando con curiosità i timori (infondati) di chi non osa avvicinarlo. Gli istruttori del centro di Sestri Ponente nel quale ha imparato le attività di protezione civile (www.verpc.it) lo hanno sempre chiamato affettuosamente “Ruspa” per l’irruenza con la quale è abituato a gettarsi nelle esercitazioni e la forza che imprime alla corsa. Da qualche tempo, però, sul muso di Athos sono spuntati i peli bianchi, i dolori alle articolazioni si fanno sentire e Sonia Ricciu ha deciso di non imporgli più le maratone in prima linea.
Potrà trascorrere più tempo con Lea, Pastore australiano, e Titta, la micia Europea, con le quali condivide la casa e le coccole di Sonia e Michele. Ma potrà anche dedicarsi a uno dei suoi passatempi preferiti: le lunghe dormite.

Athos è un cane famoso. Il Secolo XIX gli ha dedicato un ampio servizio l’11 luglio di due anni fa quando è stato ammesso nel reparto di chirurgia dell’ospedale San Martino dove, da quasi un mese, era ricoverata Sonia Ricciu che, alla vista del suo “moschettiere a quattro zampe”, si è abbandonata alle lacrime e lo ha abbracciato stretto stretto. Anche in Vaticano sanno chi è Athos perché Tv 2000, l’emittente della Conferenza episcopale italiana, ha voluto “intervistarlo” e parlare delle sue gesta.